Non citerò biografia e opere di una delle più grandi poetesse statunitensi, Sylvia Plath, ma mi limiterò a riportare una del sue più importanti poesie, per far sì che nessuno dimentichi il passaggio sulle terra di questa donna tanto fragile, quanto meravigliosamente intensa:
“Io sono verticale”
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.
Segnalo inoltre due siti riguardanti Sylvia Plath, concepiti in maniera ineccepibile:
SYLVIA PLATH “LA PERFEZIONE E’ TERRIBILE”: www.sylviaplath.altervista.org/
VITA E OPERE DI SYLVIA: www.sylviaplath.dossier.net/








